INTER PRIMA ANCHE NEI DEBITI!
Dal Guerin Sportivo del 22 Gennaio 2008
I conti iniziano a tornare, ma non per la capolista. Quattro delle cinque big del calcio italiano hanno il bilancio in ordine, cosa che non accadeva da anni, mentre l’Inter annaspa, sommersa da un passivo record.
L’equilibrio fra costi e ricavi della serie A sta vivendo un periodo di lento ma progressivo risanamento, almeno a giudicare dall’analisi dei bilanci delle cinque società di maggior dimensione economica della stagione 2006-2007 : Juventus, Milan, Inter, Lazio, Roma.
Se si somma i risultati di esercizio di quattro di loro, quello che fino alla stagione 2005-2006 era un dato di segno costatamene negativo, dalla stagione conclusasi a giugno è diventato positivo per 13.8 milinioni.
Il merito va in gran parte a un maggior controllo dei costi, in particolare quello relativo allo stipendio dei calciatorisceso da 487 milioni del 2002-2003 a 312 milioni della passata stagione (-36%). Dopo l’era della finanza applicata al salvataggio dei conti (come plusvalenze, decreto spalma-perdite e operazione di vendita dei marchi che da sole hanno portato alle casse qualcosa come 600 milioni di euro), i conti di quattro delle big, come vedremo, hanno imboccato la strada giusta. Con una sola eccezione dal colore nerazzurro.
“Moratti da saltare il banco” intitolava "il sole 24 ore" nel novembre 2004, quando il bilancio dell’Inter si chiudeva con 97 milioni di euro di passivo.Dopo tre anni, la società di via Durini continua a far saltare il banco: secondo l’ultimo bilancio approvato, relativo alla stagione 2006-2007, ha accusato una perdita record di 206 milioni, con conseguente ricapitalizzazione da 99 milioni da parte dei suoi azionisti. Intendiamoci: perdere è lecito basta che siano d’accordo gli azionisti. Non è però solitamente perseguito in una gestione manageriale orientata a un risultato economico, anche se fatta in ambito agonistico.
Al di là di ogni valutazione economico-finanziaria, la domanda per i tifosi è soltanto: se un giorno il Presidente e azionista di maggioranza Moratti si stancasse di staccare assegni da decine di milioni di euro ogni anno, che cosa succederebbe alla società?
Di certo divenuta nel frattempo più blasonata e vincente, ma gravata di perdite e di un grosso aggravio di debiti.
E’ pur vero che i conti dell’Inter 2006-2007 dovrebbero aver toccato il fondo sotto la scure di 147 milioni di erodi ammortamenti derivanti dalla svalutazione dei diritti pluriennali dei calciatori. Un risultato prevedibile da qualche anno, da quando cioè l’Unione Europea ha chiesto di dimezzare il periodo per spalmare la perdite derivanti dalle minusvalenze dei calciatori. Il famoso Spalmadebiti. Per chiarire occorre fare un passo indietro: nel dicembre 2002 un decreto-legge italiano permise alle società di calcio di diluire nel tempo, ben 10 anni, il minor valore assegnato matrimonialmente ai loro calciatori, verificata l’oggettiva svalutazione sul mercato. Tutti i club della nostra ricerca, con l’eccezione della Juve, se ne avvalsero. Inter, Milan, Roma e Lazio ebbero così modo di diminuire considerevolmente il passivo dell’esercizio chiuso il 30 giugno2003, riducendo considerevolmente gli importi che la legge imponeva per le necessarie reintegrazioni di capitale di rischio. Nel luglio 2004, l’intevento dell’Unione Europea obbligò lo Stato italiano a limitare il periodo di spalmatura da 10 a 5 anni. Proprio la stagione 2006-2007, è stata dunque l’ultima disponibile per azzerare una perdita sul valore dei calciatori dell’ordine di un miliardo di euro........

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